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La riforma del 2006 cambia il volto degli IVG: guida ai nuovi criteri operativi con Roberta Guarnieri - Consigliere Associazione Nazionale Istituti Vendite Giudiziarie

Quest'anno compiono 80 anni: la loro istituzione si fa risalire infatti al 1927. L'introduzione nell'ordinamento italiano è datata 1940 - in concomitanza con la nascita del vecchio codice di procedura civile - mentre la regolazione normativa più recente è dettata dal Decreto Ministeriale 109 dell'11 febbraio 1997. Queste le tappe principali della storia degli Istituti Vendite giudiziarie, soggetti giuridici che svolgono un ruolo importante nell'ambito dei processi di esecuzione immobiliare e che, negli anni, hanno contribuito al processo di snellimento dell'iter delle procedure esecutive e fallimentari. Ma soprattutto rappresentano l'elemento d'unione tra pubblico e tribunali.


Gli Istituti Vendite Giudiziarie sono soggetti che hanno veste giuridica a cui viene affidato l'incarico di eseguire, nei vari aspetti, le vendite forzate. La loro istituzione ha voluto rispondere alle esigenze manifestate dai diversi Presidenti di Corti d'Appello che, in passato, denunciavano difficoltà di varia natura in cui incappavano gli altri ausiliari del Giudice nel condurre in porto l'esecuzione.


Operano nell'ambito territoriale della circoscrizione del Tribunale e per effetto di una concessione ministeriale assumono l'incarico della custodia e dell'amministrazione di immobili nonchè di custodia e vendita di beni mobili. Inoltre, in ottemperanza a quanto stabilito dall'art. 71 della legge che disciplina il procedimento coattivo esattoriale, gli IVG possono effettuare le vendite - sempre su delega del concessionario - dei crediti erariali.


Come si svolge il loro lavoro? Lo spirito della norma che li ha istituiti è chiaro. Il fine dell'istituto è convincere il debitore, al quale sono stati pignorati i mobili e a cui è stata imposta la vendita coatta, a rivedere il proprio atteggiamento che impedisce la conclusione del processo esecutivo. Aspetto che conferisce agli  IVG in diverse circostanze anche un delicato ruolo di carattere sociale.


Per accelerare il processo di liquidazione dell'attivo fallimentare e ottimizzare il risultato delle vendite, alcuni aspetti risultano fondamentali: l'attività preliminare compiuta dall'IVG, un'azione trasparente e la proficua collaborazione con il magistrato e il curatore fallimentare.


Insomma, un'attività poliedrica e complessa, che da qualche anno si è caratterizzata ulteriormente, come ci spiega la dott.ssa Roberta Guarnieri,  Consigliere Associazione nazionale Istituti Vendite Giudiziarie.


L'Associazione fondamentalmente promuove, per dettami statutari, lo studio di problemi tecnici, economici, giuridici e sociali di interesse dei titolari delle concessioni, e realizza ogni iniziativa volta al potenziamento degli Istituti stessi, un centinaio a livello nazionale, in quanto ad ogni realtà territoriale giurisdizionale corrisponde un Istituto di vendite giudiziarie. L'Ivg ha proprio una funzione di trait d'union tra tre parti: l'autorità giudiziaria, il pubblico e chiaramente la parte debitrice. Siamo responsabili della soddisfazione di tutte le parti in causa: se il creditore deve recuperare i propri crediti, il debitore deve veder sanato il proprio debito e, soprattutto, essere rispettato. Se in veste di pubblicitari assumiamo il punto di vista dell'utente, come custodi ci poniamo anche nelle vesti del debitore cercando di comprendere per ogni caso specifico l'essenza della questione. L'eterogeneità delle situazioni incontrate ad oggi, ci ha fornito una casistica molto ampia di possibili interlocutori, perchè così si possono definire. Il debitore, preso come "categoria", avverte la pressione psicologica nel momento in cui si trova di fronte ad un Istituto, rappresentato da personale che gli mostra un "tesserino", di autorizzazione oltre che riconoscimento, rilasciato dalla Corte d'Appello competente: se questo fattore può sembrare irrilevante per chi frequenta abitualmente il foro, ben diversa è l'impressione che esercita sul cittadino comune. In questo modo sono rari, se non eccezionali, i casi in cui è necessario ricorrere all'ausilio della forza pubblica. La salvaguardia dell'ordine pubblico che ne consegue, è un fattore determinante per far sì che le vendite giudiziarie siano svestite di quegli aspetti negativi che fungono da deterrente per un approccio da parte della cittadinanza alle stesse.


Cosa è cambiato per ciò che concerne la vostra attività con la riforma del codice di procedura civile del 2006?


Se ragioniamo nell'ottica della riforma del 2006 è innegabile che abbiamo dovuto adeguarci e diventare più competenti negli aspetti tipici delle gestioni aziendali comuni, come marketing ed advertising.  Nel continuo processo evolutivo adottato dall'IVG, grazie allo stimolo e all'appoggio degli organi giudiziari competenti, si è presentato già ante riforma un piano d'azione finalizzato ad un incremento quantitativo e qualitativo dell'opera di informazione e, di conseguenza, ad ampliare il numero di potenziali acquirenti o almeno interessati, ma anche persone semplicemente desiderose di conoscere il dietro le quinte delle aste giudiziarie. Le innovazioni adottate in vari tribunali - recepite dall'IVG come strumenti validi a migliorare le performance - hanno determinato un percorso di cambiamento che, come tale, andava gestito per poter affrontare in modo sistematico ogni problema o vincolo che si presentasse: da un lato, come già detto,  ridurre al minimo i vari livelli di resistenza, in primis dei "debitori", dall'altro assumere, conformemente alla ratio della riforma, una prospettiva di efficienza dei risultati. Ciò che alla fine dobbiamo realizzare è un discorso di introito, ovvero di soddisfazione del credito, cercando di piazzare nel miglior modo possibile i beni, per cui ci siamo impegnati in una totale riorganizzazione e svecchiamento anche del nostro ambiente.


Quindi il vostro ruolo si è rafforzato?


In realtà era una sperimentazione partita negli anni '90; parallelamente alle note realtà di Monza e Bologna, alcuni IVG - come quello di Treviso che dal ‘93/'94 viene nominato amministratore giudiziario dei cespiti - hanno svolto attività complementari e preliminari alla vendita. Quindi anche gli istituti hanno cominciato a creare una loro prassi virtuosa. Nella logica nuova della riforma l'assunzione di una prospettiva di risultato ha inciso in maniera determinante, oltre che sull'aspetto pubblicitario, sulla disciplina della custodia. Il custode giudiziario, figura già presente ante riforma ma non ben caratterizzata, assume una fisionomia più definita e riconosciuta. Le nuove ipotesi di nomina e la definizione di ruoli essenziali fanno del custode uno degli elementi centrali del processo esecutivo. L'accompagnare gli interessati all'acquisto a visitare i cespiti, attività apparentemente semplice, riveste un'importanza rilevante se si considera che il custode è la persona, spesso l'unica, che interagisce con il pubblico con funzioni analoghe ad un mediatore immobiliare. Ma non solo. Formazione e competenza giuridica sono altre condizioni necessarie per dare garanzie agli interlocutori sui beni che intendono acquistare: è oggi infatti imprescindibile dall'esercizio di custodia il conoscere e poi l'informare tutti gli interlocutori, e quindi in modo eterogeneo e su molteplici piani comunicativi, sugli aspetti più prettamente normativi del processo esecutivo.


Se questi aspetti riguardano il custode nell'attività svolta verso l'esterno, altrettanto complesso è il  lavoro di mediazione svolto dietro le quinte con il debitore da una parte e con i soggetti giuridici dall'altra: Magistrati, Notai, Curatori, Cancellieri. Prendendo spunto dalle prassi virtuose e adattandole alla nostra dimensione aziendale molto complessa (ci occupiamo di vendite mobiliari, esattoriali, fallimentari etc.) abbiamo creato un Protocollo Operativo che ci ha permesso di raggiungere ottimi risultati.


Cosa stabilisce tale protocollo? Quali sono gli aspetti operativi degli IVG?


È molto incisivo l'aspetto che riguarda il pubblico. All'interno di ogni struttura c'è un sistema di call center che fornisce le prime informazioni a coloro che sono interessati alla vendita: questa è una fase di prima scrematura, ma anche di supporto alle cancellerie che si trovano liberate da tale adempimento. Poi gli interessati vengono chiamati all'interno dell'istituto dove abbiamo una saletta di consultazione che mette a disposizione tutto il materiale su cui si devono informare. Il procedimento culmina con la visita dell'immobile: essendo custodi ci occupiamo anche dell'ultima fase. Abbiamo creato anche degli standard pubblicitari di diverso livello che proponiamo ai tribunali a seconda della natura dei cespiti.


Come gestite la pubblicità degli immobili?


Lo facciamo direttamente, intanto con la diffusione del Bollettino Ufficiale delle vendite mobiliari e immobiliari che è liberamente consultabile sul web, attraverso il quale si possono anche prenotare le visite dell'immobile oggetto della vendita. Dopo aver colpito l'utenza con un messaggio pubblicitario efficace, gli interessati vengono in istituto: è necessario che queste persone abbiano tutta l'assistenza e una certa fiducia per quello che riguarda l'acquisto di questi beni che comunque derivano da procedure forzose. Il nostro lavoro ha successo quando le persone riescono a comprendere il meccanismo delle vendite giudiziarie fino in fondo, perchè un minimo di dubbio c'è sempre: dunque ci sforziamo di cancellare tutte le ombre che prima incombevano sulle "aste", fino a far comprendere che una vendita fatta da un tribunale può essere anche più sicura di quella fatta da un privato. Posso dire che questo ha portato un incremento di partecipazioni agli incanti, oggi vendite giudiziarie.


Dunque, si può dire che il valore aggiunto del lavoro degli Ivg è il rapporto diretto?


Sì, una comunicazione reale e completa non può essere basata sulla sola pubblicità, ma deve comporsi di un mix di diversi processi comunicativi: è risaputo che la massa non ha punti di informazione uniformi. L'eterogeneità culturale e sociale impone una copertura capillare delle diverse possibilità. L'esperienza diretta maturata nella gestione nelle attività preparatorie alle vendite immobiliari ha messo in evidenza che il pubblico pretende la compresenza dell'elemento "personale" e "non personale"


C'è un elemento umano che è quello del rapporto diretto e costante nel processo esecutivo. Possiamo dire di svolgere una sorta di funzione di agenzia immobiliare ma aggiungiamo l'informazione su come si procede da un punto di vista giuridico. Poi in quanto custodi, in base a quanto prevede il codice di procedura civile,  gli IVG hanno titolo per assistere anche dopo il decreto di trasferimento l'acquirente nel caso in cui l'immobile non sia stato liberato.


Questo è un punto molto importante: come agisce l'IVG verso le parti esecutate e debitrici?


Il nostro compito è dare comunicazione su quello che è accaduto e far capire al debitore come comportarsi. C'è una fase che si concretizza in una serie di incontri che si svolgono presso la sede IVG e in una serie di accessi periodici - con cadenza massimo mensile - nei luoghi oggetto dell'esecuzione, per monitorare in primo luogo quello che è il comportamento dell'esecutato, per verificare se ci siano degli atteggiamenti ostativi e per controllare che la procedura vada avanti senza problemi. Poi c'è tutta un'attività para procedurale estremamente delicata, vale a dire dobbiamo avere contatti con il mondo degli assistenti sociali e medici nel caso in cui si rilevino - e purtroppo accade molto spesso - questioni familiari problematiche, come capita quando le case esecutate siano occupate da persone malate: il ruolo del custode è anche quello di cercare una soluzione per fare assistere queste persone dagli organi preposti. Abbiamo inoltre una funzione di monitoraggio, nel senso che è nostro compito far capire a al giudice, o al delegato alla vendita, quale è l'effettiva situazione di ogni cespite, ed eventualmente, di fronte ad inevitabili criticità, dare suggerimenti risolutivi e migliorativi.



 

3 luglio 2007





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